mercoledì 15 ottobre 2014

Luna gialla

di Angelo Romano
La storia cinese è lunga almeno 5000 anni. Le prime tracce scritte della lingua risalgono al 1400 a.C.. Il dizionario ZhonguaZihai elenca 85.568 caratteri, ma, nonostante l'enorme mole, ne ignora 1.500. Tuttavia quelli utilizzati di fatto sono molti di meno: per leggere un quotidiano ne bastano 3.000, mentre le persone con una buona cultura superano spesso i 5.000. Questo implica che per farsi comprendere, nella lingua cinese semplificata (vagamente simile al nostro latino classico rispetto alle lingue da esso derivate), un cinese medio deve mandare a memoria non meno di 4000 caratteri e deve ricordarne le varie inflessioni tonali. Va anche sottolineato che le sei arti antiche cinesi (l’equivalente delle nostre arti liberali) erano: la matematica, la calligrafia, la musica, il tiro con l’arco, la guida del carro e le cerimonie. Questo retaggio culturale può essere utile a spiegarsi come gli studenti cinesi risultino di gran lunga i primi nell’uso della matematica, nella comprensione di un testo, nelle scienze. A questo bisogna aggiungere la indubbia eccellenza del sistema scolastico che aiuta a farsi una ragione di quel 55,4% di studenti “top performer” contro il magro 12,6% degli occidentali. (Indagine Pisa/Ocse 2012). Queste premesse aiutano a capire come la Cina abbia potuto, in pochi decenni, colmare interamente il gap tecnologico che la divideva dalle superpotenze occidentali ed inviare, poche settimane or sono, un robot sulla luna, mettendosi alla pari con i precedenti “conquistatori dello spazio”: russi e americani. Questo successo, scientifico e tecnologico, comunica al mondo e, soprattutto agli addetti ai lavori, che sul “bottino spaziale” c’è una nuova ipoteca. Che i mari di idrocarburi, pari a 40 volte le riserve terrestri, scoperti di recente su Titano, una delle lune di Saturno o l’acqua su una luna di Giove o i fosfati e le terre rare della luna sono anche cinesi, come il turismo spaziale, per quel che ci è dato finora di sapere sui tesori spaziali. L’impresa ci comunica anche che la Cina è stata in grado di sviluppare autonome tecnologie spaziali, ossia sistemi di lancio, vettori, propulsori, alimentatori, scudi, telecomunicazioni, controlli a distanza e robot e di integrarle in modo tale che una navicella spaziale fosse in grado di effettuare un atterraggio morbido sul suolo lunare, rilasciare un veicolo attrezzato per analizzarne il suolo ed inviare i risultati a terra. Notevole il fatto che l’80% delle tecnologie adottate sono nuove rispetto ai precedenti lanci spaziali cinesi e che la navicella è in grado di rilevare le asperità del suolo per scegliere il posto migliore per l’allunaggio. Per fare tutto questo ci vogliono fior di scienziati e di tecnici, un alto livello di organizzazione e controllo e una sofisticata padronanza delle competenze tecnologiche più avanzate. Da notare anche che il nome dato alla navicella spaziale è “Chang’e” (alla lontana la nostra Selene) e quello del robot “Yuétù” (coniglio di giada). Tutti e due i nomi provengono dalla tradizione più remota e dal mito e già in tale scelta si può cogliere un messaggio di riconciliazione dell’élite cinese con la sua storia. La leggenda di Chang’e narra che i dieci figli del leggendario imperatore di Giada, Yao (2000 a C.) si erano trasformati in altrettanti soli che arrostivano la terra e facevano ribollire i mari. La ballerina Chang’e e l’arciere HouYi, suo sposo, vivevano tra gli immortali. HouYi, mosso a pietà per sorti del mondo, con le sue frecce magiche uccide nove soli lasciandone solo uno a riscaldare la terra. L’imperatore, furioso per la morte dei figli, castiga i due rendendoli mortali. Per l’infelicità Chang’e smette di ballare e HouYou cerca e trova l’elisir dell’immortalità, dei ladri tentano di rubarlo mentre l’arciere è a caccia e Chang’e, non sapendo dove nasconderlo, lo beve tutto, la doppia dose le restituisce l’immortalità ma, le chiude le porte del cielo. Da allora Chang’e vive sulla luna in compagnia del suo coniglio di giada. Che il messaggio sia che alla fine resterà un solo sole? Da aggiungere che il razzo è stato chiamato “lunga marcia”. Un’ulteriore considerazione ci dice che la Cina è arrivata a tanto solo con le sue forze e senza attingere, come fecero i vincitori della Seconda guerra mondiale, al know-how dei vinti, in particolare dei tedeschi. Le conclusioni sono chiarissime: tra qualche anno la Cina, se manterrà il ritmo, sarà in grado di superare gli Stati Uniti in un settore che spalanca le porte del futuro e gli occhi della luna saranno sempre più a mandorla.

Nessun commento:

Posta un commento