di Elisa Mauro
Un anno da dimenticare quello che sta spirando. O forse da ricordare come l’anno che ha insegnato a quanti si credevano incrollabili che la direzione del vento comincia a cambiare già col primo buffo. Appena nato, il 2013 vede incaricare l’Irlanda del ruolo di Presidenza di turno dell’Unione Europea, quel pentolone che frigge insieme
crauti,
tzatziki,
baguette,
spaghetti,
paellas e chissà cos’altro,il tutto bagnato da un freschissimo maraschino di Dalmazia, col risultato che – mancando un’unica e condivisa ricetta – conosciamo bene.
Le dimissioni di Papa Ratzinger a seguito degli scandali di
Vatileaks, la sua deposizione in latino sull’impotenza umana, il meteorite che sorvola la Russia causando più di mille feriti, l’asteroide che poi sfiora la Terra come a dire: «Attenti…», le difficili consultazioni elettorali in Italia di fine febbraio che ci riportano nell’incertezza tra giochi di potere di cui fino al 28 aprile non si conoscerà alcun giocatore, la Città della Scienza di Napoli e i suoi tesori in fiamme, la maratona di Boston -un altro attentato che rammenta all’America che un certo integralismo non è stanco di ammazzare-, l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale, lo stesso, il Presidente Giorgio Napolitano, la sparatoria davanti a Montecitorio durante il giuramento dei Ministri nominati da Enrico Letta, questi sono alcuni siparietti della notte che abbiamo vissuto insonni. Ma non solo: il crollo della torre di controllo del porto di Genova a seguito dello scontro con la nave cargo Jolly Nero, il tornado a Oklahoma City, la beatitudine del primo prete da parte dell’amatissimo Papa Francesco, Don Dino Puglisi, ucciso dalla mafia, il colpo di Stato in Egitto e la carcerazione di Mohamed Morsi, l’incidente ferroviario di Santiago di Compostela, il suo bilancio tragico, il pullman precipitato poi a MonteforteIrpino e le sue 40 vittime.
Il caldo poco afoso dell’agosto si apre con la condanna in via definitiva di Silvio Berlusconi, leader dell’
ancor-per-poco PdL, per frode fiscale, il susseguente
leitmotiv(un cult dal 1994 ad oggi) del colpo di Stato; a poche miglia da Lampedusa, intanto,un barcone proveniente dalla Libia si incendia provocando più di trecento vittime, la maggior parte donne e bambini. Sotto gli occhi poco vigili dell’Europa dopo circa una settimana nel canale di Sicilia si rovescia un altro barcone, mentre il primo cittadino di New York veste due bandiere: una è fieramente tricolore. E poi il tifone Haiyan sulle Filippine, i tornado nell’Illinois, l’agguato nella sede parigina di Libération, il Ciclone Cleopatra che travolge la Sardegna, la decadenza da Senatore di Silvio Berlusconi, l’avvento dei
forconi, le manifestazioni e gli scontri, i sussulti delle società agonizzanti, i cortei pro-Stamina, tutto questo e molto altro ha illuminato come fuochi d’artificio la buia notte che sta per cedere il posto all’aurora, che si benedirà probabilmente il 26 dicembre, data in cui vedremo passare la Cometa Ison a un passo dalla Terra.
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