mercoledì 15 ottobre 2014
Oltre l’Europa degli Stati, verso l’Europa delle nazioni
L’anno 2013 si avvia a chiudersi positivamente per il processo d’integrazione europea, che ha compiuto ulteriori passi avanti con l’adesione all’Unione della Croazia e l’avvio dei negoziati di adesione per l’accesso della Serbia. La notizia odierna della sospensione delle trattative per avviare un accordo di associazione con l’Ucraina è conseguenza delle pressioni esercitate dalla Russia per trattenere Kiev nella sua sfera di influenza.
Benché non sia ancora chiara la natura e la forma che va acquisendo, l’embrione di un futuro stato dell’Europa, meglio definito come Europa delle nazioni, è vivo, cresce e richiede nuova e continua riflessione sulla sua essenza, da articolare in una dimensione di governo regionale multi-livello che supera gli approcci intergovernativi o sovranazionali finora sperimentati.
L’Europa che abbiamo conosciuto nel secondo dopoguerra nasceva dall’aggregazione di Stati-nazione i quali, cedendo sovranità ad una nuova entità sovranazionale, avrebbero dovuto dar vita ad un Euro-Stato o Stato europeo sovranazionale di loro emanazione, ovvero ad un soggetto politico legittimo in quanto dotato di una costituzione che gli avrebbe conferito sovranità. Questa strada non ha funzionato e gli Stati-nazione europei hanno perso progressivamente sovranità senza veder consolidare un modello funzionante di organizzazione sovrastatale europea.
Nel frattempo l’Europa e i suoi popoli sono diversi. Quella di oggi – e di domani – non è circoscrivibile ad un insieme di Stati-nazione assimilati da caratteri precostituiti (un territorio, una lingua, una cultura), ma una nuova entità multiforme, policentrica e dinamica, più assimilabile a una grande regione che a una nazione, e dove la qualifica di nazione, “liquida” anch’essa, prende il sopravvento sul sostantivo di Stato, fino a sostituirsi ad esso.
Europa delle nazioni, non più degli Stati-nazione. Un organismo politico in continuo divenire che supera, pur mantenendo in sé, le nozioni tradizionali di Stato e di nazione, a loro volta mutati profondamente con l’affermarsi della globalizzazione. Riflettere su questo modello e dare linfa al suo organismo vuol dire identificare nuovi strumenti per governare l’Europa e per dare risposte ai cittadini europei. Vuol dire rispondere, nell’Italia europea, alla nuova sfida politica dell’Europa delle nazioni.
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